sabato 18 luglio 2009

Soluzioni e problemi

I coglioni del G8 non ci sono arrivati perché sono una banda di deficienti mentali in evidente stato di eccitazione; il vostro affezionatissimo, invece, ha capito, perché vede il mondo per quello che è e non si fa scrupolo di proporre argomentazioni scomode. Tiè.

Parte 1 - Problemi

C'è il problema della fame, in Africa. Bimbetti di quattro anni magrissimi con pance grosse come palle da basket, circondati da mosconi, bombi, libellule ed altre straordinarie varietà di coleotteri volanti che uno non se lo immagina. Trentenni che, se non avessero le tette che arrivano loro alla cintola, sarebbero pure delle belle figliole. Sdentate, con la faccia triste (e non triste perché c'è lì il giornalista di turno con cinepresa e mezz'etto di riso in una ciotola che le dice “fai la faccia triste”, son tristi per davvero, 'che non c'è una mazza da mangiare).
Storia, in sé veramente, ma veramente bruttissima. Questi disgraziati, dicono quelli che se ne intendono, soffrono la fame giacché manca il cibo. Il cibo manca per una serie di questioni che vanno dalla desertificazione di estese aree del continente al processo di decolonizzazione, passando per guerre, carestie, Aids, cazzi, palazzi e quant'altro. Ma non è di questo che qui si vuol parlare. Non di cause, ma di soluzioni hanno bisogno i bambini-palladabasket. E pensare che avremmo, a pochi chilometri da casa nostra, la soluzione a questo stillicidio, a questa piaga che affama il pianeta.

Parte 2- Soluzioni

Girando in questi giorni la penisola italica, li vedete: sono tanti, alti, indossano ridicoli scarponcini aperti, spesso corredati di calzettoni in filo di scozia o, peggio, panno. Portano acconciature che erano considerate orrende nel 1983 e sembrano esser stati pigmentati nel reparto verniciatura carrozzerie della Fiat di Termini Imerese. Sono i tedeschi. Il popolo che ha votato democraticamente un nano che ha scatenato una guerra da cinquanta milioni di morti. Proprio quelli lì.
“Ma tedesco era anche Goethe!”, diranno i cazzo di colti umanisti che passeranno di qui.
Vero. Tesdeschi erano anche Schelling, Fichte, Beethoven, Brecht e tutta la masnada di personaggioni che la Germania ci ha regalato. D'accordo. E allora ti sfido, o lettore. Ti sfido di riconoscere il genio della fuga, cresciuto nelle foreste della Turingia, ti sfido, intellettualino di sinistra da due soldi, a rinvenire la grandezza della Passione secondo Matteo di J.S. Bach nell'occhio del piccolo impiegato teutonico in vacanza, che chiede ad un esterrefatto cameriere di Rimini una pizza coi maccheroni sopra. Ti sfido, piccolo D'Alema indegno dell'etichetta “comunista” che forse, un giorno di tanti anni fa ti sei appiccicato sul petto vanaglorioso: prova a riconoscere la cultura enciclopedica di un Marx, prova a rinvenire la sua spaventosa consequenzialità teorica nel crucco che guarda con sguardo interrogativo l'ignaro esercente che gli chiede “cosa desidera?”, prova a rinvenirla in quello stesso crucco che comincia a gesticolare come un ossesso e ti sembra che a quel romagnolo spazientito gli stia chiedendo nell'ordine, una banana, un canotto, un abbonamento ai mezzi pubblici, una manciata di chiodi di garofano.
Prova a rinvenire il furore iconoclasta di Frederich Nietzsche nel capofamiglia germanico con prole sguaiata, moglie Berlin '78 style che legge der Bild sotto l'ombrellone.
Guardalo, piccolo buonista dei miei coglioni, guarda il popolo che ha prodotto i grandi della del pensiero, della scienza, della cultura europea. Guardalo tutti i giorni, da giugno a settembre, diventare paonazzo sulle sponde del mar Adriatico. Guardalo e dimmi, in sincerità, se ci riconosci quei grandi.
Poi guardalo meglio, e dimmi se ci riconosci qualcosa di umano. Non di troppo umano, ma di mediamente umano. E' difficile, lo so... L'occhio spento, la bocca serrata in una smorfia distante, ebete. La Storia ha disumanizzato i tedeschi, li ha resi – non per colpa loro, per carità – una massa informe di esseri parzialmente umani, mezzi uomini e mezzi peperoni, che ogni anno decidono (sempre se possano essere considerati dotati di coscienza) di mostrare la loro grettezza all'Europa del sud, quella gigantesca regione che per secoli ha adorato e invidiato i giganti teutonici.
Ebbene, io che sono un umanista, un vero umanista, credo troppo nelle potenzialità della mia sciagurata e meravigliosa specie da non credere che questo grande popolo non possa regalare tanto all'umanità. Regalare tutto se stesso, o, perlomeno, una parte di sé. La mia idea è semplice quanto banale.
Milioni di bambini, donne e uomini soffrono la fame.
La Repubblica Federale di Germania contiene ottantadue milioni quattrocentotrentottomila e rotti tedeschi, inconsapevoli derelitti che servono più a confermare la nostra umanità che a svilire la loro.
Ebbene io dico: macelliamo subito la metà di questi disgraziati e sfamiamo i bambini dell'Africa nera, con un alimento sano e genuino. Potremmo differenziare il prodotto dividendo i capi più giovani dagli anziani, un po' come per la distinzione vitello, vitellone e manzo. Si potrebbe lavorare il prodotto fresco e produrre fresche carni in scatola, come la manzotin, o dadi per il brodo. Potremmo allegare alle confezioni ricette per tutti i giorni o per le occasioni speciali, in modo tale che la casalinga del Darfur non sfiguri neanche col capovillaggio più esigente. Potremmo... Dio solo sa quanto e come potremmo tirare fuori da questa idea meravigliosa... Se solo non ci si mettessero in mezzo i soliti cazzo di capelloni per i diritti degli animali.

6 commenti:

Anonimo ha detto...

E nelle pieghe degli occhi degli italiani cosa si legge?

nomero ha detto...

Però, dai, non vale. Gli italiani sono mediocri da sempre.

Fritz Salamini ha detto...

in realtà, tolto il fatto che la Baviera è come un'enorme provincia di Treviso, secondo i dietologi,i suoi cittadini Foie gras possono bastare

Doktor P. ha detto...

Ciao M., carina l'idea. Onestamente per impostazione personale la critico, perchè - volutamente- stereotipata. Citare i grandi della cultura germanico-tedesca per fare da contraltare alla distruzione di A.H. è sicuramente prassi per tanti, ma pragmaticamente inutile. Citare ciò che la BRD è stata dopo il nazismo e osservare criticamente come ha riflettuto su quel periodo è molto più utile: ci si renderebbe presto conto che la mediocrità ci è molto più vicina, così come la sempiterna tendenza al volemose bene revisionista.

Con questo, credo che un reclutamento più razionale e variegato del cibo per i poveri fratelli africani sarebbe per noi umanisti, perdonami se mi considero tale, la cosiddetta manna dal cielo.
P.

Fritz ha detto...

Das Bild, ignorante.

Doktor P. ha detto...

E comunque...ci sarà un motivo se i peggiori elementi della repubblica federale vengono in vacanza proprio in Italia, mentre i migliori (o i meno grezzi) scelgono altri lidi...mah...:-)